Siccità in Piemonte, verso lo stato di emergenza regionale
31/07/2026
Il Piemonte si prepara a dichiarare lo stato di emergenza regionale per la crisi idrica. Le procedure sono state avviate dopo il nuovo peggioramento delle condizioni meteo-climatiche e la misura sarà sottoposta alla Giunta lunedì 3 agosto. Oltre 70 Comuni e frazioni dipendono già dalle autobotti, mentre 106 amministrazioni hanno adottato ordinanze o avvisi per limitare il consumo di acqua.
Autobotti in oltre 70 località, spesi più di 400mila euro
La decisione è maturata durante la riunione del Tavolo siccità convocato dall’assessore regionale all’Emergenza idrica Matteo Marnati. Al confronto hanno partecipato le direzioni regionali competenti, le Prefetture, le Province, Arpa Piemonte, gli enti di gestione delle aree protette, Anbi, i gestori del servizio idrico integrato e le associazioni agricole.
Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 581 viaggi con autobotti per garantire l’approvvigionamento alle località maggiormente colpite. Il costo complessivo degli interventi ha superato i 400mila euro e continua a crescere, seguendo l’aumento delle richieste provenienti dai territori.
Parallelamente, 106 Comuni hanno già emanato provvedimenti per il risparmio idrico. Le disposizioni limitano gli usi non essenziali dell’acqua potabile e invitano cittadini e attività economiche a ridurre i consumi, in una fase caratterizzata da portate fluviali ridotte, falde in sofferenza e bacini prossimi ai minimi stagionali.
Il presidente Alberto Cirio e gli assessori Matteo Marnati, Marco Gabusi e Paolo Bongioanni hanno confermato che la proposta di attivazione dello stato di emergenza sarà inserita nell’ordine del giorno della Giunta del 3 agosto. Il Tavolo siccità resterà convocato in permanenza, così da aggiornare rapidamente le misure sulla base dei dati raccolti.
Piogge in calo del 55 per cento in tre mesi
Secondo le rilevazioni di Arpa Piemonte, luglio 2026 rientra tra i mesi più secchi registrati nella regione negli ultimi settant’anni. Negli ultimi tre mesi il deficit delle precipitazioni ha raggiunto il 55 per cento, aggravando una situazione già compromessa dalle temperature elevate.
Giugno è stato il secondo mese più caldo dal 2003, mentre anche luglio ha fatto registrare anomalie termiche significative. La combinazione tra caldo persistente e scarsità di piogge ha ridotto le riserve disponibili e aumentato la pressione sulle reti acquedottistiche locali.
Le valutazioni dell’Osservatorio del Distretto del Po e dell’Autorità di bacino indicano una condizione di severità idrica alta. I monitoraggi regionali collocano il Piemonte nella fascia di criticità più elevata, con una carenza diffusa che interessa corsi d’acqua, falde sotterranee e invasi.
Lo stato di emergenza, previsto dalla legge regionale approvata nel giugno 2026, permetterebbe al presidente della Regione di emanare ordinanze per interventi urgenti, assistenza alla popolazione e misure straordinarie. La nuova normativa è stata introdotta per ridurre i tempi decisionali quando gli eventi assumono una gravità tale da richiedere una risposta coordinata.
Allarme per incendi e coltivazioni
La scarsità d’acqua si accompagna a un rischio elevato di incendi boschivi. Nelle scorse settimane diversi roghi hanno richiesto l’attivazione del sistema regionale di protezione civile e il supporto del Dipartimento nazionale, che ha messo a disposizione mezzi della flotta aerea, compreso l’elicottero Erickson.
Lo stato di emergenza consentirebbe di adottare provvedimenti specifici anche sul fronte degli incendi, rafforzando il coordinamento tra amministrazioni, protezione civile, squadre operative e strutture impegnate nelle attività di spegnimento.
Preoccupazioni rilevanti arrivano inoltre dal comparto agricolo. Mais e soia si trovano nella fase finale del ciclo produttivo, mentre il riso è nel pieno della fioritura e necessita di ingenti quantità d’acqua. La riduzione delle disponibilità irrigue può quindi incidere sulle rese e sui costi sostenuti dalle aziende.
Il Tavolo regionale continuerà a raccogliere dati in tempo reale sulla disponibilità delle risorse, sul numero delle località rifornite tramite autobotti e sulle necessità delle imprese agricole. Le informazioni saranno utilizzate anche per valutare interventi economici finanziati attraverso il fondo regionale di protezione civile.
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