Bassa Novarese, una risaia diventa un labirinto d’arte
03/08/2026
Una risaia trasformata in un labirinto di venticinque metri per lato sarà il simbolo di Cantieri d’Arte 2026, la rassegna promossa dal Museo Etnografico della Bassa Novarese. Dal 19 settembre all’11 ottobre, Tornaco e il territorio circostante ospiteranno mostre, incontri, spettacoli, appuntamenti letterari e momenti dedicati alla gastronomia locale. Il programma mette in relazione arte contemporanea, memoria, paesaggio agricolo e tradizioni, seguendo come filo conduttore il rapporto tra uomo e natura.
Due varietà di riso disegnano un labirinto nel paesaggio
L’elemento centrale dell’edizione è il progetto di Land Art “La risaia come un foglio di carta: cronaca di un labirinto”, ideato dall’artista GP Colombo e curato da Fabrizio Parachini. L’opera è stata realizzata a Cascina Caccia, nel territorio di Borgolavezzaro, attraverso la semina di due differenti varietà di riso.
La diversa colorazione delle piante compone un grande disegno geometrico che cresce e cambia insieme alla coltivazione. L’intervento segue quindi i tempi della natura e trasforma un terreno produttivo in un’opera ambientale visibile dall’alto. La documentazione fotografica è affidata a Mario Finotti, mentre l’organizzazione è curata da Domenico Bernascone.
L’immagine pubblicata a pagina 3 del programma mostra il labirinto inserito al centro della risaia, davanti agli edifici della cascina. La composizione evidenzia il contrasto tra le linee scure dell’opera, il verde delle coltivazioni e la struttura agricola, rendendo immediatamente leggibile il legame tra creatività e paesaggio rurale.
La rassegna apre il 19 settembre a Villa Marzoni
L’inaugurazione è prevista sabato 19 settembre alle 18 a Villa Marzoni, con l’apertura della mostra “Cronaca di un labirinto e altre storie”, dedicata alle opere di GP Colombo e curata da Fabrizio Parachini. Al termine dell’appuntamento sarà proposta una paniscia nel parco della villa.
Venerdì 25 settembre, alle 21, lo stesso spazio ospiterà l’incontro “La veglia della ragione genera labirinti”. Parachini accompagnerà il pubblico attraverso i significati assunti dal labirinto nella mitologia, nella letteratura e nell’arte, analizzandolo sia come costruzione materiale sia come figura simbolica.
Domenica 27 settembre, sempre alle 21, il Teatro Comunale accoglierà uno spettacolo dedicato a San Francesco. Il tema si collega alla riflessione sull’ecologia integrale e sulla cura del creato che attraversa l’intera edizione della rassegna.
Paella con il riso Razza77 e incontro letterario
Il calendario proseguirà sabato 3 ottobre alle 20 a Villa Marzoni con la tradizionale serata gastronomica. Sarà preparata una paella valenciana utilizzando il riso Razza77, prodotto legato al territorio. Per questo appuntamento è richiesta la prenotazione ai recapiti indicati dagli organizzatori.
Venerdì 9 ottobre, alle 21, è in programma una serata d’autore con la scrittrice Marzia Rosina, che presenterà il romanzo “Generazione DDT”. La rassegna si concluderà domenica 11 ottobre a partire dalle 15 con una castagnata, attività ispirate al Pinocchio di Collodi e il taglio delle zucche.
La mostra e il Museo Etnografico saranno visitabili il sabato e la domenica dalle 15 alle 18. Tutti gli eventi previsti dal programma saranno a ingresso libero, ad eccezione dell’obbligo di prenotazione indicato per la cena del 3 ottobre.
Un progetto che unisce cultura e identità agricola
Il sindaco di Tornaco, Giovanni Caldarelli, ha presentato Cantieri d’Arte come una rassegna nata dal territorio e capace di valorizzare il Museo Etnografico attraverso occasioni di incontro e partecipazione. Il presidente della Provincia di Novara, Marco Caccia, ha evidenziato il ruolo della collaborazione tra amministrazioni, associazioni e operatori culturali nella promozione della Bassa Novarese.
Per Maria Rosa Fagnoni di ATL Terre dell’Alto Piemonte, la risaia-labirinto rafforza l’attrattività turistica della destinazione, integrando cultura, natura ed eccellenze locali. Il vicepresidente provinciale Andrea Crivelli ha invece richiamato la capacità del progetto di coniugare tradizione e innovazione, trasformando il patrimonio agricolo in una nuova forma di racconto collettivo.
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