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Piemonte quarto in Italia per i Lea: 272 punti nel 2024

15/07/2026

Piemonte quarto in Italia per i Lea: 272 punti nel 2024

Il Piemonte sale al quarto posto nella classifica nazionale dei Livelli essenziali di assistenza, raggiungendo un totale di 272 punti nella valutazione riferita al 2024. La graduatoria, elaborata dal Ministero della Salute attraverso gli indicatori Core del Nuovo sistema di garanzia, colloca la regione al primo posto nel Nord-Ovest e davanti alla Lombardia, sesta con 270 punti.

Il risultato certifica il superamento della soglia minima in tutte le tre macroaree utilizzate per verificare la capacità dei sistemi sanitari regionali di garantire ai cittadini le prestazioni fondamentali: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Il livello di sufficienza stabilito dal Ministero è pari a 60 punti per ciascuna area.

Prevenzione a 95 punti, distretti e ospedali sopra la soglia

Il punteggio più elevato è stato registrato nell’ambito della prevenzione, dove il Piemonte ha ottenuto 95 punti. L’assistenza distrettuale ha raggiunto quota 90, mentre quella ospedaliera si è attestata a 87 punti. Tutti e tre i valori risultano ampiamente superiori al limite previsto dal sistema nazionale di valutazione.

Il confronto con la rilevazione precedente mostra un avanzamento concentrato soprattutto nella prevenzione. Nei dati relativi al 2023, infatti, il Piemonte aveva ottenuto 93 punti in questa area, mentre i risultati dell’assistenza distrettuale e ospedaliera erano già rispettivamente pari a 90 e 87.

L’incremento di due punti ha consentito alla regione di passare dalla quinta alla quarta posizione assoluta. Il dato complessivo indica una tenuta uniforme delle diverse componenti del servizio sanitario, requisito necessario per evitare valutazioni negative anche quando la media generale risulta elevata.

Cosa misurano i Livelli essenziali di assistenza

I Lea rappresentano l’insieme delle prestazioni e dei servizi che il Servizio sanitario nazionale deve assicurare a tutti i cittadini. Gli indicatori Core verificano risultati concreti in ambiti che comprendono vaccinazioni, screening, assistenza territoriale, cure domiciliari, appropriatezza dei ricoveri e qualità delle attività ospedaliere.

La valutazione non si limita quindi alla quantità delle risorse disponibili, ma analizza la capacità delle amministrazioni regionali e delle aziende sanitarie di trasformarle in servizi accessibili. Il superamento della soglia in ogni macroarea attesta che il sistema piemontese ha garantito i livelli minimi stabiliti a livello nazionale.

La posizione raggiunta non elimina le difficoltà ancora presenti nella sanità regionale, tra cui i tempi di attesa, la carenza di professionisti in alcune specialità e la necessità di rafforzare ulteriormente i servizi territoriali. La Regione considera però il quarto posto un indicatore dell’efficacia delle azioni organizzative avviate.

Cirio e Riboldi: rafforzare personale e sanità territoriale

Il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi hanno attribuito il risultato al lavoro dei professionisti, delle aziende sanitarie e delle strutture regionali impegnate nell’erogazione delle prestazioni.

Tra le misure richiamate figurano l’aumento del personale, la riduzione del ricorso ai medici a gettone, il potenziamento dell’assistenza territoriale e gli investimenti destinati all’edilizia sanitaria e alle nuove tecnologie. L’Amministrazione ha inoltre avviato interventi per contenere le liste d’attesa, considerate una delle principali criticità ancora da affrontare.

«I Lea non misurano le promesse, ma la capacità concreta di garantire ai cittadini i servizi fondamentali della sanità pubblica», hanno sottolineato Cirio e Riboldi. Secondo i rappresentanti regionali, la crescita in graduatoria dimostra che il lavoro sull’organizzazione e sul personale sta producendo effetti misurabili.

La Regione intende ora consolidare i risultati raggiunti e intervenire sugli ambiti nei quali restano margini di miglioramento. La prossima valutazione permetterà di verificare se le azioni su assistenza territoriale, strutture, tecnologie e accesso alle prestazioni avranno prodotto ulteriori progressi.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to