Piemonte, legge sui data center dopo il Forum del 16 luglio
15/07/2026
La Regione Piemonte predisporrà una legge per disciplinare la localizzazione dei nuovi data center, definendo criteri comuni su consumo di suolo, fabbisogno energetico, utilizzo dell’acqua e impatto ambientale. Il disegno di legge sarà presentato dopo la consultazione pubblica che prenderà avvio durante il Forum in programma il 16 luglio. L’annuncio è arrivato nel corso del question time in Consiglio regionale, in risposta all’interrogazione della consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra Valentina Cera.
Il tema è diventato particolarmente rilevante dopo la presentazione di diverse proposte di insediamento sul territorio piemontese, comprese quelle riguardanti Grugliasco e Settimo Torinese. In attesa della nuova normativa, le singole amministrazioni locali continueranno a valutare i progetti applicando le disposizioni urbanistiche e ambientali già vigenti.
Cera chiede criteri uniformi per tutelare territori e salute
Valentina Cera ha riconosciuto il ruolo strategico delle infrastrutture digitali nello sviluppo tecnologico, ma ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze che impianti di grandi dimensioni possono produrre sui Comuni interessati. La richiesta rivolta alla Giunta riguarda l’adozione di indicazioni regionali urgenti, utili a evitare che sindaci e comunità debbano affrontare autonomamente decisioni complesse.
Tra gli aspetti da valutare figurano la compatibilità dei progetti con l’interesse pubblico, la disponibilità delle risorse naturali, la pressione sulla rete elettrica e le trasformazioni urbanistiche necessarie. La consigliera ha inoltre chiesto quali strumenti potranno essere impiegati prima dell’approvazione della legge per garantire la tutela dell’ambiente e della salute.
La moltiplicazione delle proposte, secondo Cera, rende necessario un indirizzo politico riconoscibile e applicabile all’intero Piemonte. Criteri differenti tra Comuni confinanti potrebbero infatti produrre valutazioni disomogenee su strutture caratterizzate da consumi rilevanti e da effetti che possono superare i confini municipali.
Energia, acqua e consumo di suolo tra i nodi della legge
L’assessore Gian Luca Vignale, leggendo una nota dell’assessore Matteo Marnati, ha indicato le principali questioni che la futura disciplina dovrà affrontare. La crescita della domanda di servizi digitali richiede spazi destinati agli impianti, grandi quantità di energia e sistemi di raffreddamento capaci di garantire il funzionamento continuo dei server.
La Regione intende quindi valutare il consumo del suolo, la coerenza con la pianificazione territoriale e urbanistica, il fabbisogno energetico e la capacità della rete elettrica di sostenere nuovi carichi. Un ulteriore parametro riguarderà l’impiego dell’acqua per il raffreddamento, soprattutto nei territori nei quali la disponibilità della risorsa presenta già situazioni di pressione.
Il provvedimento prenderà in considerazione anche gli effetti paesaggistici e le possibilità di recuperare il calore prodotto dalle apparecchiature. L’energia termica generata durante il funzionamento potrebbe essere riutilizzata attraverso reti o impianti vicini, purché le condizioni tecniche ed economiche rendano possibile questa soluzione.
La disciplina dovrà inoltre orientare gli investimenti verso le aree considerate maggiormente adatte, individuando condizioni e requisiti che consentano di confrontare le proposte sulla base di parametri trasparenti.
Valutazioni ambientali per le varianti urbanistiche
Fino all’entrata in vigore della legge regionale continueranno ad applicarsi le norme esistenti sul governo del territorio e sulla protezione ambientale. Quando un progetto richiederà una modifica allo strumento urbanistico comunale, la procedura potrà comprendere la valutazione ambientale strategica e l’esame degli enti sovraordinati.
Il coinvolgimento della Provincia o della Regione dipenderà dalla portata della variante, che potrà essere classificata come parziale oppure strutturale. Queste procedure dovranno verificare la coerenza dell’insediamento con la pianificazione territoriale, le condizioni ambientali dell’area e le infrastrutture disponibili.
La consultazione annunciata per il 16 luglio aprirà il confronto tra istituzioni, amministrazioni, operatori economici, tecnici e soggetti interessati. I contributi raccolti serviranno alla Giunta per elaborare il testo destinato al Consiglio regionale e definire una cornice applicabile ai futuri insediamenti digitali in Piemonte.
Articolo Precedente
Piemonte quarto in Italia per i Lea: 272 punti nel 2024
Articolo Successivo
Rivoli, Tac sicura per un paziente di 210 chili
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.