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Piemonte, oltre 11.600 anziani senza convenzione Rsa

14/07/2026

Piemonte, oltre 11.600 anziani senza convenzione Rsa

In Piemonte sarebbero oltre 11.600 i malati cronici non autosufficienti ai quali non è stata riconosciuta la convenzione con il Servizio sanitario per il ricovero in una Residenza sanitaria assistenziale. Il dato è stato presentato durante una seduta della Quarta Commissione del Consiglio regionale dai rappresentanti della Fondazione Promozione Sociale ETS, Andrea Ciattaglia e Giuliano Maggiora, sulla base delle informazioni richieste alla Regione.

Domande respinte in aumento del 35% in dieci mesi

Secondo quanto riferito in Commissione, il numero delle persone prive della convenzione prevista dai Livelli essenziali di assistenza sarebbe cresciuto del 35% tra febbraio e dicembre 2025. L’incremento si sarebbe verificato nell’arco di dieci mesi, ampliando il numero delle famiglie chiamate a sostenere direttamente l’intero costo della permanenza in una struttura residenziale.

I rappresentanti della Fondazione hanno richiamato l’attenzione anche sull’aumento dei casi classificati come “differibili” dalle Unità di valutazione geriatrica. Le situazioni inserite in questa categoria sarebbero passate da 4.217 a 7.399, con una crescita del 75%.

La valutazione di differibilità comporta il rinvio dell’inserimento in convenzione, pur in presenza di persone anziane o malate che necessitano di assistenza continuativa. La Fondazione ha chiesto chiarimenti sui criteri adottati e sulle ragioni che hanno determinato un aumento così marcato nel periodo considerato.

Rette private anche oltre 4mila euro al mese

Quando l’assistenza domiciliare non è praticabile, molte famiglie scelgono comunque il ricovero in Rsa, assumendosi integralmente il pagamento della retta. Secondo i dati illustrati durante l’audizione, il costo può superare i 4mila euro al mese, una cifra difficilmente sostenibile per lunghi periodi senza l’intervento del sistema sanitario.

La convenzione Asl prevede infatti il riconoscimento della quota sanitaria della retta, mentre la parte alberghiera rimane generalmente a carico dell’ospite o della famiglia, salvo eventuali interventi sociali legati alla situazione economica. Il mancato accesso alla quota sanitaria trasferisce sui nuclei familiari una spesa molto più elevata.

Ciattaglia e Maggiora hanno sostenuto che il Piemonte stia arretrando nella copertura dei posti letto convenzionati. La Regione, secondo quanto riferito dai rappresentanti della Fondazione, risulterebbe già ultima per quota di posti effettivamente occupati da pazienti assistiti attraverso una convenzione Asl, con una percentuale inferiore al 50%.

Richiesto un maggiore impegno sulle quote sanitarie

La Fondazione Promozione Sociale ETS ha chiesto alla Regione di individuare soluzioni che consentano un riconoscimento effettivo delle quote sanitarie per i malati cronici non autosufficienti ricoverati nelle strutture residenziali. Pur riconoscendo alcuni risultati positivi ottenuti dal sistema sanitario piemontese, i rappresentanti hanno indicato l’assistenza in Rsa come uno degli ambiti nei quali occorre rafforzare gli interventi.

Il tema riguarda persone che necessitano di cure continuative e che, in molti casi, non possono essere assistite adeguatamente nella propria abitazione. L’accesso alle strutture convenzionate incide quindi sia sulla tutela sanitaria degli interessati sia sulla sostenibilità economica delle famiglie.

Durante la seduta, presieduta da Daniele Valle, sono intervenuti con domande e richieste di approfondimento i consiglieri Pasquale Coluccio del Movimento 5 Stelle, Alice Ravinale di Alleanza Verdi e Sinistra, Gianna Pentenero e Monica Canalis del Partito Democratico. Il confronto potrà proseguire con l’esame dei dati regionali, dei criteri applicati dalle Unità di valutazione geriatrica e delle risorse destinate alle convenzioni nelle Rsa piemontesi.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.