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Piemonte, nuove aree per il fotovoltaico: obiettivo 5 GW

22/07/2026

Piemonte, nuove aree per il fotovoltaico: obiettivo 5 GW

Il Piemonte punta a produrre quasi 5 Gigawatt di energia da fonti rinnovabili entro il 2030. Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la legge che individua nuove aree idonee all’installazione di impianti fotovoltaici, introducendo criteri destinati a guidare investimenti, autorizzazioni e tutela del territorio.

Pannelli su tetti, parcheggi, cave e aree degradate

Il provvedimento, presentato dall’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati, amplia le superfici sulle quali potranno essere realizzati gli impianti. Tra le zone considerate idonee figurano tetti di edifici, coperture dei parcheggi, strutture industriali, cave dismesse, discariche esaurite, terreni marginali e altre aree già compromesse o degradate.

La legge intende offrire un quadro normativo più definito agli operatori del settore, riducendo le incertezze amministrative che possono rallentare la progettazione e l’autorizzazione degli impianti. La Regione mira così a favorire la crescita della produzione energetica rinnovabile senza affidare lo sviluppo del fotovoltaico a una distribuzione priva di criteri territoriali.

Secondo Marnati, le nuove disposizioni dovranno garantire regole comprensibili agli investitori e procedure più rapide, sostenendo al tempo stesso l’autonomia energetica del sistema produttivo piemontese. La priorità indicata dalla Giunta è utilizzare innanzitutto superfici costruite, abbandonate o prive di una rilevante funzione agricola.

Agrivoltaico ammesso salvaguardando colture e paesaggio

La normativa comprende anche la possibilità di installare pannelli fotovoltaici su alcuni terreni agricoli coltivati. Gli impianti dovranno essere progettati in modo da consentire la prosecuzione delle attività produttive, evitando di compromettere le colture e le caratteristiche paesaggistiche delle zone interessate.

Il confronto in Aula si è concentrato soprattutto sui terreni agricoli di maggiore valore, sulle aree riconosciute dall’Unesco e sui territori caratterizzati da produzioni di pregio. La legge dovrà quindi orientare lo sviluppo dell’agrivoltaico verso soluzioni compatibili con la biodiversità, la fertilità dei suoli e la continuità delle aziende agricole.

Marnati ha escluso che il testo rappresenti una liberalizzazione indiscriminata dell’uso del suolo. L’assessore ha indicato come prioritarie le superfici marginali e già trasformate, precisando che la produzione energetica dovrà convivere con la protezione delle coltivazioni di qualità e dei paesaggi che caratterizzano il Piemonte.

Opposizioni fuori dal voto finale: «Servono più controlli»

Le forze di opposizione non hanno partecipato alla votazione conclusiva, pur riconoscendo il lavoro svolto durante l’esame del testo in Commissione. Alice Ravinale di Alleanza Verdi e Sinistra, Alberto Unia del Movimento 5 Stelle, Gianna Pentenero del Partito Democratico e Vittoria Nallo di Stati Uniti d’Europa hanno chiesto misure più incisive e un sistema di controllo capace di prevenire operazioni speculative.

Secondo i consiglieri, l’individuazione delle aree idonee deve essere accompagnata da una pianificazione territoriale efficace, da verifiche puntuali sugli impianti e da strumenti che impediscano la sottrazione dei terreni maggiormente produttivi alle attività agricole. Le opposizioni hanno inoltre sostenuto che il Piemonte avrebbe potuto fissare obiettivi energetici più ambiziosi.

Dalla maggioranza, Elena Rocchi della Lista Cirio, Marco Protopapa della Lega e Carlo Riva Vercellotti di Fratelli d’Italia hanno espresso apprezzamento per la legge. Nei loro interventi hanno richiamato la necessità di produrre energia pulita attraverso la riqualificazione delle aree degradate, mantenendo una protezione specifica per le coltivazioni agricole di pregio.

Sette ordini del giorno su accumulo e piccoli Comuni

Prima dell’approvazione definitiva, l’Aula ha votato sette ordini del giorno collegati alla nuova disciplina. Marco Protopapa ha presentato un documento dedicato alla tutela delle aree agricole di valore, mentre Alessandra Binzoni di Fratelli d’Italia ha proposto di valutare l’installazione di pannelli fotovoltaici negli spazi disponibili tra i binari gestiti da Rete Ferroviaria Italiana.

Due atti presentati da Fabio Isnardi del Partito Democratico riguardano gli impianti di accumulo, infrastrutture necessarie per conservare l’energia prodotta nelle ore di maggiore irraggiamento e renderla disponibile quando la produzione diminuisce.

Sergio Bartoli della Lista Cirio ha promosso due ordini del giorno destinati a sostenere i piccoli Comuni nella gestione delle pratiche amministrative e tecniche. Alice Ravinale ha invece chiesto un monitoraggio specifico dello sviluppo degli impianti agrivoltaici, così da valutarne l’impatto sui terreni e sulle produzioni.

Con l’entrata in vigore della legge, la Regione dovrà tradurre i criteri approvati in procedure operative, controlli e strumenti di pianificazione. Il traguardo indicato per il 2030 è raggiungere la quota assegnata al Piemonte dal Governo, avvicinando la produzione regionale da fonti rinnovabili ai 5 Gigawatt.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.