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Novara, nuove tecnologie e screening per le malattie del fegato

09/10/2026

Novara, nuove tecnologie e screening per le malattie del fegato

All'AOU Maggiore della Carità di Novara è attivo un percorso specialistico dedicato alla diagnosi precoce, al trattamento e al monitoraggio delle malattie croniche del fegato, comprese le forme autoimmuni e quelle più complesse. L'Ambulatorio di Epatologia, inserito nella struttura universitaria di Medicina Interna diretta da Mario Pirisi, utilizza tecnologie diagnostiche avanzate, partecipa a studi scientifici internazionali e offre un'assistenza multidisciplinare ai pazienti. Particolare attenzione viene riservata alla colangite biliare primitiva, una malattia autoimmune per la quale l'ospedale novarese rappresenta un centro di riferimento in Piemonte, grazie a un programma specifico di screening e alla collaborazione con l'Università del Piemonte Orientale.

Malattie del fegato, il percorso specialistico dell'ospedale di Novara

L'Ambulatorio di Epatologia dell'AOU Maggiore della Carità segue persone affette da patologie epatiche di diversa origine, garantendo un percorso che comprende l'individuazione della malattia, la scelta delle terapie e il controllo delle condizioni cliniche nel tempo.

Le patologie trattate includono le malattie autoimmuni, le epatiti virali, le forme metaboliche e quelle correlate al consumo di alcol, oltre alle condizioni che possono evolvere verso la cirrosi e altre complicanze.

Una delle difficoltà nella gestione delle malattie epatiche croniche è rappresentata dalla possibilità che progrediscano senza provocare sintomi evidenti nelle fasi iniziali.

Per questo motivo, l'attività dell'ambulatorio si concentra anche sull'identificazione precoce delle alterazioni del fegato, attraverso valutazioni specialistiche e strumenti diagnostici che permettono di individuare eventuali segnali di progressione.

La presa in carico viene organizzata in base alle caratteristiche cliniche del paziente, con controlli periodici e trattamenti adeguati alla tipologia e alla gravità della malattia.

Colangite biliare primitiva, a Novara un programma di screening

Tra le attività di maggiore rilievo figura il programma dedicato alla colangite biliare primitiva (PBC), una malattia cronica autoimmune del fegato relativamente rara, che interessa prevalentemente le donne tra i 45 e i 65 anni.

Il programma è coordinato dalla professoressa Cristina Rigamonti, epatologa dell'AOU Maggiore della Carità e docente di Gastroenterologia presso il Dipartimento di Medicina traslazionale dell'Università del Piemonte Orientale.

L'iniziativa mira a favorire una diagnosi tempestiva della patologia, permettendo di avviare il percorso assistenziale prima che possano svilupparsi complicanze significative.

I pazienti seguiti dall'ambulatorio possono accedere a una gestione clinica basata sulle raccomandazioni dell'Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF), alla cui elaborazione ha contribuito la stessa Rigamonti.

La specialista coordina inoltre ricerche internazionali dedicate alla gestione della colangite biliare primitiva nelle fasi avanzate, con l'obiettivo di approfondire le conoscenze scientifiche e valutare nuove strategie terapeutiche.

L'integrazione tra attività clinica e ricerca consente ai pazienti idonei di partecipare, quando previsto, a studi che valutano farmaci sperimentali attraverso protocolli controllati.

Elastografia epatica e della milza, diagnosi con tecnologie non invasive

L'ambulatorio novarese dispone di metodiche avanzate per valutare le condizioni del fegato e individuare i segni di progressione delle patologie croniche.

Tra gli strumenti utilizzati figura l'elastografia transiente a vibrazione controllata, una tecnica che misura la rigidità del tessuto epatico, indicata anche con l'espressione inglese liver stiffness.

La misurazione fornisce informazioni utili a stimare il grado di fibrosi, cioè l'accumulo di tessuto cicatriziale che può svilupparsi in conseguenza di un danno cronico al fegato.

Questa metodica permette di effettuare una valutazione senza ricorrere necessariamente a procedure invasive, contribuendo alla definizione del quadro clinico e al monitoraggio nel tempo.

Un'altra tecnologia disponibile è la misurazione della rigidità della milza, o spleen stiffness, utilizzata come supporto nella valutazione non invasiva dell'ipertensione portale.

Questa condizione è caratterizzata da un aumento della pressione nel sistema venoso portale e può essere associata alle forme avanzate di malattia epatica.

La metodica, non disponibile in tutti i centri specialistici, offre ulteriori elementi per personalizzare il monitoraggio e le strategie di prevenzione delle complicanze.

Biopsie epatiche e gestione della cirrosi, il ruolo del Day Hospital

Accanto alle tecniche non invasive, l'équipe di Epatologia dell'AOU Maggiore della Carità svolge attività diagnostiche che richiedono procedure specialistiche.

L'ospedale rappresenta un riferimento per il Piemonte orientale nell'esecuzione di biopsie epatiche ecoguidate, effettuate in regime di Day Hospital.

Le procedure possono riguardare sia il parenchima epatico, cioè il tessuto del fegato, sia lesioni focali che necessitano di ulteriori accertamenti diagnostici.

La presa in carico comprende inoltre la gestione della cirrosi epatica e delle sue complicanze, attraverso controlli specialistici e trattamenti definiti in relazione alle condizioni del paziente.

Nei casi in cui la malattia raggiunga una gravità tale da richiedere una valutazione per il trapianto, l'équipe individua i pazienti potenzialmente candidabili e attiva il collegamento con i centri trapiantologici.

Il percorso è sostenuto da una rete di collaborazione con le altre aziende ospedaliere del Piemonte orientale, che permette di indirizzare verso l'ambulatorio anche pazienti provenienti da differenti strutture sanitarie.

Un contributo alle attività di supporto e raccordo con le persone assistite arriva inoltre dalle associazioni dei pazienti EPAC e AMAF.

Tumore del fegato, un'équipe multidisciplinare per l'epatocarcinoma

Un percorso specifico è dedicato alla diagnosi e al trattamento dell'epatocarcinoma, una forma di tumore primitivo del fegato che richiede una valutazione specialistica articolata.

La gestione coinvolge professionisti con competenze differenti, tra cui epatologi, oncologi, radiologi e chirurghi.

La collaborazione tra gli specialisti permette di esaminare le caratteristiche della malattia, le condizioni generali del paziente e le opzioni terapeutiche disponibili, individuando il percorso più appropriato per il singolo caso.

Il lavoro multidisciplinare prosegue durante le diverse fasi dell'assistenza, dalla valutazione iniziale alla programmazione delle terapie e ai successivi controlli.

All'attività medica si affianca quella del personale infermieristico e dei ricercatori, coinvolti nell'organizzazione delle procedure, nel monitoraggio dei pazienti e nei progetti scientifici.

Ricerca internazionale e nuove terapie per le malattie epatiche

Uno degli elementi che caratterizzano l'attività dell'Epatologia novarese è il collegamento tra assistenza ospedaliera e ricerca universitaria.

La collaborazione con l'Università del Piemonte Orientale consente di integrare le conoscenze scientifiche più recenti nei percorsi diagnostici e terapeutici, seguendo le indicazioni delle linee guida nazionali e internazionali.

Le attività di ricerca riguardano in particolare le malattie autoimmuni del fegato e la gestione delle forme più complesse, attraverso studi che coinvolgono anche gruppi scientifici internazionali.

Per i pazienti che rispettano i criteri di inclusione stabiliti dai protocolli clinici, la partecipazione agli studi può offrire la possibilità di accedere a trattamenti sperimentali sottoposti a rigorosi controlli.

L'obiettivo è sviluppare nuove conoscenze sulle patologie epatiche e individuare strumenti utili a migliorare l'efficacia dei percorsi assistenziali.

Scarpetta: «Assistenza e innovazione al servizio del territorio»

Il direttore generale dell'AOU Maggiore della Carità di Novara, Stefano Scarpetta, ha evidenziato il valore dell'integrazione tra competenze cliniche, tecnologie diagnostiche e ricerca scientifica.

Secondo Scarpetta, l'attività dell'ambulatorio dimostra la capacità dell'azienda ospedaliera di seguire il paziente dalla diagnosi iniziale fino alla gestione delle forme più complesse della malattia.

Il direttore generale ha richiamato in particolare il programma dedicato alle malattie autoimmuni del fegato, nel quale l'assistenza specialistica si affianca a progetti di ricerca nazionali e internazionali.

Scarpetta ha inoltre sottolineato il contributo del personale medico, infermieristico e di ricerca, insieme alla collaborazione con le altre strutture sanitarie e le associazioni dei pazienti.

La rete professionale consente di organizzare percorsi assistenziali coordinati e di adattare gli interventi alle necessità delle persone seguite dall'ospedale.

Riboldi: «La diagnosi precoce aumenta le possibilità di cura»

Anche l'assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, ha richiamato l'importanza di individuare le malattie epatiche prima che si manifestino complicanze rilevanti.

“Riconoscere una malattia prima che si manifesti con le sue complicanze significa offrire al paziente maggiori possibilità di cura e una migliore qualità di vita”, ha dichiarato l'assessore.

Riboldi ha evidenziato il contributo delle tecnologie avanzate e del monitoraggio continuativo nella gestione dei pazienti, soffermandosi sul programma di screening delle patologie autoimmuni.

Secondo l'assessore, l'attività svolta a Novara rappresenta un esempio di collegamento tra ricerca scientifica e assistenza sanitaria, attraverso il quale le innovazioni diagnostiche e terapeutiche possono essere integrate nella pratica clinica.

L'Ambulatorio di Epatologia dell'AOU Maggiore della Carità prosegue quindi le attività di screening, diagnosi, trattamento e monitoraggio specialistico delle malattie del fegato, con particolare attenzione alle patologie autoimmuni, alla cirrosi e all'epatocarcinoma.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.