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Siccità in Piemonte: riapre l’Osservatorio idrico

23/06/2026

Siccità in Piemonte: riapre l’Osservatorio idrico

La Regione Piemonte riapre l’Osservatorio di emergenza idrica per seguire l’evoluzione della disponibilità d’acqua sul territorio, con monitoraggi su acqua potabile, uso agricolo, bacini fluviali, falde e scenario estivo. La decisione arriva dopo l’analisi dei dati Arpa, che indicano un deficit idrico diffuso in tutta la regione, aggravato dall’assenza di piogge e da temperature superiori alla media.

Monitoraggio su fiumi, falde e acqua potabile

L’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati, ha annunciato la riattivazione dell’Osservatorio spiegando che il quadro tracciato da Arpa richiede un controllo costante e capillare. La mancanza di precipitazioni, unita alle ondate di calore, sta incidendo sui principali corsi d’acqua, sulle falde e sulle riserve disponibili per i diversi usi, da quello civile a quello agricolo.

Accanto alla riapertura dell’Osservatorio, la Regione attiverà anche un tavolo specifico dedicato al Lago Maggiore, considerato uno degli elementi strategici nel sistema idrico piemontese. L’obiettivo è valutare con maggiore precisione l’evoluzione dei livelli, le necessità dei territori collegati al bacino e le possibili misure da adottare in caso di peggioramento della situazione.

Piogge sotto media e neve in forte calo

I dati Arpa segnalano che nell’ultimo mese le precipitazioni medie hanno registrato uno scarto negativo del 44% rispetto alla media del periodo 1991-2020. Il deficit interessa tutto il Piemonte, con valori più marcati nelle aree settentrionali e orientali, dove lo scarto raggiunge il 50%. Le condizioni di siccità, da lieve a moderata, risultano legate anche alle scarse piogge di marzo e aprile.

Anche il quadro termico contribuisce alla pressione sul sistema idrico. Nel mese di maggio è stata rilevata un’anomalia positiva media di circa 1,1 gradi rispetto alla norma climatica. Dopo una fase iniziale più fresca, il mese si è chiuso tra i più caldi degli ultimi settant’anni, con temperature elevate soprattutto nell’ultima decade.

Le risorse idriche accumulate sotto forma di neve, negli invasi e nel Lago Maggiore risultano inferiori alla norma, con un dato complessivo pari a -31%. La riduzione è collegata alla drastica diminuzione della neve al suolo, in particolare nelle zone occidentali e settentrionali del Piemonte.

Portate dei fiumi in deficit, criticità anche nelle falde

Le portate dei corsi d’acqua mostrano valori inferiori alla media storica del periodo. Il Sesia a Palestro ha registrato una portata media sotto la norma del 67%, mentre Tanaro, Varaita e Toce presentano deficit attorno al 50%. Anche il Po, in chiusura di bacino piemontese, registra nell’ultimo mese una portata media inferiore del 46% rispetto alla media mensile storica.

La situazione riguarda anche la risorsa idrica sotterranea. I valori della falda superficiale risultano quasi ovunque peggiori della media del periodo e, in alcune aree, superano il 75° percentile, segnale che indica livelli bassi rispetto all’intervallo di riferimento. Secondo la valutazione tecnica, tali dati potrebbero anticipare condizioni di criticità se il quadro meteorologico non dovesse cambiare.

Per giugno il bollettino conferma una situazione fragile: la pioggia resta inferiore al 50% e anche le portate dei corsi d’acqua seguono lo stesso andamento. I bacini più in sofferenza sono quelli a sud del Po. Le previsioni indicano temperature superiori alla norma di 5-6 gradi, precipitazioni complessivamente sotto media e una disponibilità idrica destinata a ridursi ancora nelle aree occidentali e nel Cuneese.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to