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Piemonte, Cgil in Regione per i diritti del lavoro domestico

17/06/2026

Piemonte, Cgil in Regione per i diritti del lavoro domestico

Salari bassi, tutele insufficienti in caso di licenziamento, coperture deboli per le lunghe malattie e pensioni ridotte rispetto alla fatica di un lavoro spesso usurante. Sono le criticità denunciate da una delegazione della Cgil e della Filcams Cgil di Torino, ricevuta a Palazzo Lascaris durante una pausa dei lavori dell’Aula regionale in occasione della Giornata internazionale del lavoro domestico.

Badanti, colf e babysitter considerate ancora invisibili

La delegazione sindacale è stata accolta dal vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Ravetti, dal consigliere segretario Fabio Carosso e da alcuni consiglieri regionali. Al centro dell’incontro la condizione di chi lavora come badante, babysitter o colf, una platea composta in larga parte da donne e considerata dai sindacati un pilastro del welfare familiare, ma ancora priva di adeguate garanzie sociali e contrattuali.

Germana Canali, della Filcams Cgil, ha richiamato la necessità di sollecitare l’attenzione delle istituzioni sul riconoscimento dei diritti delle lavoratrici domestiche. Il punto, secondo il sindacato, è portare fuori dall’invisibilità una categoria che sostiene ogni giorno anziani, bambini, persone fragili e famiglie, ma continua a operare in un mercato del lavoro segnato da forte frammentazione e da rapporti prevalentemente privati.

Le difficoltà riguardano sia l’aspetto economico sia quello previdenziale e assistenziale. I salari vengono giudicati troppo bassi rispetto alle responsabilità richieste, mentre la mancanza di coperture adeguate per lunghi periodi di malattia espone molte lavoratrici a una condizione di vulnerabilità. A questo si aggiungono pensioni spesso modeste, maturate dopo anni di attività faticose e continuative.

La richiesta di un albo e più formazione

Durante l’incontro, Elena Ferro della Cgil ha chiesto che il tema venga inserito nella discussione regionale e nel percorso del Piano sociosanitario, individuando strumenti di governo pubblico e risorse specifiche per affrontare le criticità del settore. La richiesta è di costruire una cornice più solida, capace di tutelare le lavoratrici e allo stesso tempo offrire maggiori garanzie alle famiglie che assumono.

Tra le proposte avanzate dalla delegazione sindacale c’è l’istituzione di un albo professionale, accompagnato da risorse dedicate alla formazione. Secondo Cgil e Filcams, una regolazione più chiara permetterebbe di qualificare il lavoro domestico, valorizzare le competenze e contrastare il rischio di lavoro irregolare, particolarmente presente in un settore fondato quasi esclusivamente su rapporti di natura privatistica.

La formazione viene indicata anche come strumento utile per migliorare la qualità dell’assistenza. Badanti, colf e babysitter svolgono mansioni che richiedono affidabilità, competenze relazionali, capacità organizzative e, in molti casi, conoscenze specifiche nella cura di persone anziane o fragili. Per questo il riconoscimento professionale viene considerato una condizione essenziale per rafforzare sia i diritti di chi lavora sia la sicurezza delle famiglie.

Verso un’audizione in Commissione regionale

La consigliera Nadia Conticelli del Partito Democratico, in accordo con gli altri gruppi di opposizione, ha annunciato la richiesta di un’audizione congiunta in terza e quarta Commissione. L’obiettivo è approfondire la questione in sede istituzionale e predisporre un documento per sollecitare l’impegno della Giunta regionale al pieno riconoscimento dei diritti delle lavoratrici domestiche.

Alice Ravinale di Alleanza Verdi e Sinistra ha sottolineato la necessità di un inquadramento normativo sia regionale sia nazionale, mentre Ravetti e Carosso hanno confermato la disponibilità a condividere il tema in Consiglio regionale e anche a livello governativo. All’incontro hanno partecipato anche Alberto Avetta, Gianna Pentenero, Laura Pompeo, Giulia Marro e Sarah Disabato.

La mobilitazione sindacale porta quindi all’attenzione della Regione un settore che incide direttamente sulla vita quotidiana di migliaia di famiglie piemontesi. Il lavoro domestico, spesso svolto in solitudine e dentro le abitazioni private, viene presentato come una componente essenziale del sistema di cura, che richiede regole più chiare, tutele più forti e un riconoscimento pubblico adeguato al suo valore sociale.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.