Novara, riapre il Museo Archeologico al Castello
27/04/2026
Dopo quasi vent’anni di chiusura, il Museo Archeologico di Novara torna accessibile al pubblico nella nuova sede del Castello Visconteo-Sforzesco, con un percorso espositivo rinnovato, 489 reperti in mostra e l’intera collezione civica, composta da 1.898 pezzi, consultabile anche attraverso strumenti digitali pensati per ampliare la fruizione del patrimonio.
Un nuovo racconto per la collezione civica
Il nuovo allestimento non segue una semplice successione cronologica, ma propone una lettura più ampia della storia archeologica cittadina. Il museo racconta infatti anche la formazione delle collezioni, il ruolo dei donatori, degli studiosi e dei cittadini che, a partire dal XIX secolo, contribuirono a salvare reperti emersi dal territorio durante lavori agricoli o edilizi.
La nascita del nucleo originario è legata alla Società Archeologica pel Museo Patrio Novarese, espressione di una stagione culturale in cui il recupero dei materiali antichi divenne un impegno collettivo. Da quelle prime donazioni è cresciuto un patrimonio che attraversa epoche diverse, dalla Preistoria all’età romana, dall’Alto Medioevo alla storia culturale moderna della città.
Digitale e multimedialità per rendere accessibile il patrimonio
Per valorizzare l’intera collezione, il Comune ha affidato a ETT S.p.A., industria digitale creativa parte di Dedagroup, lo sviluppo di una soluzione integrata che unisce progettazione tecnica e architettonica, piattaforma web, metadatazione dei contenuti, produzione grafica, set fotografici professionali e software dedicati.
Il risultato è un museo fisico e digitale insieme. Il sito ospita tutti i 1.898 reperti, con schede testuali e visive, timeline, percorsi di ricerca, connessioni tra personalità storiche e collezioni, approfondimenti e strumenti di esplorazione geografica. All’interno del Castello sono presenti cinque postazioni touch navigabili, tra cui un tavolo multimediale con quattro schermi da 32 pollici e un monitor da 55 pollici dedicato alla collezione e ai documenti storici originali.
Canelli: “Una città che guarda alla memoria”
Il sindaco Alessandro Canelli ha sottolineato come la riapertura del Museo Archeologico non restituisca soltanto reperti antichi, ma anche la storia di chi ha contribuito a conservarli e valorizzarli. Per l’assessore alla Cultura Luca Piantanida, il museo diventa uno strumento di conoscenza della cittadinanza novarese tra la seconda metà dell’Ottocento e il secondo dopoguerra.
La presidente della Fondazione Castello di Novara, Maurizia Rebola, ha parlato di un traguardo importante per la città, che rafforza la vocazione del Castello come luogo capace di unire storia e contemporaneità. Anche la Soprintendenza, rappresentata da Federico Barello, ha partecipato alle scelte scientifiche e all’allestimento, confermando il rapporto di collaborazione con il Comune nella tutela del patrimonio culturale.
Il percorso comprende 25 sezioni tematiche e 35 pannelli descrittivi, con reperti provenienti da numerosi comuni del Novarese, del Piemonte e di territori limitrofi. Armi, monete, monumenti funerari, ornamenti, epigrafi, vetri, gemme, oreficerie e materiali votivi compongono un racconto che restituisce profondità alla memoria archeologica di Novara e la rende nuovamente parte della vita culturale cittadina.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to