ASL Biella, ricerca in cardiologia tra angioplastica e ipnosi clinica
10/06/2026
Dalla cardiologia interventistica all’ipnosi clinica, la ricerca dell’ASL di Biella punta a migliorare cure, sicurezza e qualità di vita dei pazienti cardiovascolari. La Struttura di Cardiologia-UTIC, diretta da Andrea Rognoni, porta avanti progetti che uniscono innovazione tecnologica, studi clinici, ricerca infermieristica e partecipazione a registri nazionali e internazionali, con l’obiettivo di trasferire rapidamente le evidenze scientifiche nella pratica quotidiana.
Lo studio NOBITRE e le nuove tecniche di angioplastica
Uno degli ambiti più rilevanti riguarda la cardiologia interventistica. La Cardiologia dell’Azienda sanitaria biellese ha coordinato lo studio NOBITRE, indicato come una delle più ampie ricerche condotte in Italia nel dimostrare un beneficio concreto sulla mortalità grazie all’utilizzo di una tecnica innovativa di angioplastica coronarica.
L’approccio studiato permette di ripristinare la funzionalità delle arterie senza ricorrere all’impianto di stent, aprendo nuove prospettive nella gestione delle malattie coronariche. I risultati ottenuti sono stati poi rafforzati da una successiva analisi coordinata dalla stessa équipe, che ha integrato dati provenienti da numerosi studi internazionali.
Le evidenze raccolte hanno richiamato l’attenzione della comunità scientifica e sono state discusse nei principali congressi europei dedicati alla cardiologia interventistica. Per l’ospedale di Biella, si tratta di un riconoscimento del ruolo assunto nella ricerca clinica applicata alle procedure coronariche.
Palloni medicati e registro per i pazienti diabetici
L’attività prosegue anche nello sviluppo di nuove tecnologie per l’angioplastica coronarica. La Cardiologia dell’Ospedale di Biella partecipa a uno studio internazionale dedicato al perfezionamento dei palloni medicati, strumenti sempre più utilizzati per trattare le lesioni coronariche riducendo la necessità di impianti permanenti.
Nei prossimi anni la struttura promuoverà inoltre il registro DIADEB, dedicato ai pazienti diabetici. Si tratta di una popolazione con rischio cardiovascolare particolarmente elevato, che richiede strategie di prevenzione e trattamento più personalizzate.
La partecipazione a studi e registri consente di raccogliere dati clinici utili non solo per la ricerca, ma anche per orientare le scelte terapeutiche. In questo modo l’attività scientifica diventa uno strumento concreto per migliorare i percorsi di cura e adattarli ai bisogni dei singoli pazienti.
Ipnosi clinica durante le procedure cardiologiche
Accanto alla ricerca tecnologica e farmacologica, l’ASL di Biella sta investendo anche nell’innovazione assistenziale. In questa direzione si inserisce il progetto infermieristico IPNOCARDIO, sviluppato in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale.
Il progetto introduce l’utilizzo dell’ipnosi clinica come supporto per la gestione del dolore e dello stress durante le procedure di cardiologia interventistica. Il reparto diretto da Rognoni è attualmente l’unico centro piemontese a offrire questa possibilità sia ai pazienti sottoposti a procedure di elettrofisiologia sia a quelli trattati in emodinamica.
L’iniziativa è completamente gestita dal personale infermieristico e ha già coinvolto circa 200 pazienti. I risultati conclusivi saranno presentati entro la fine del 2026. Il progetto conferma il ruolo crescente della ricerca infermieristica nella personalizzazione dell’assistenza e nel miglioramento dell’esperienza di cura.
Registri nazionali e studi ANMCO
L’impegno della Cardiologia biellese si estende anche alle malattie cardiovascolari croniche. La struttura partecipa a registri nazionali come DIABSTER e OPTICARE, finalizzati a descrivere e migliorare il trattamento ospedaliero e ambulatoriale dei pazienti con dislipidemie e scompenso cardiaco.
La Cardiologia dell’ASL di Biella contribuisce inoltre agli studi nazionali promossi dall’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, tra cui BRING-UP Scompenso e BRING-UP Prevenzione, recentemente pubblicati. L’arruolamento dei pazienti e la produzione di dati clinici permettono di costruire conoscenze condivise, utili a orientare le future strategie di cura.
L’esperienza biellese mostra come ricerca, assistenza e innovazione possano integrarsi nella pratica sanitaria quotidiana. Dai nuovi approcci interventistici alle tecniche di supporto durante le procedure, fino ai grandi network collaborativi, la direzione resta la stessa: rendere le cure cardiovascolari più efficaci, sicure, personalizzate e vicine alla qualità di vita delle persone.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to