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Montagna piemontese, fondo da 9,3 milioni per le Unioni

29/07/2026

Montagna piemontese, fondo da 9,3 milioni per le Unioni

Oltre 9,3 milioni di euro per sostenere le Unioni montane, garantire i servizi nei territori alpini e finanziare progetti di sviluppo delle vallate piemontesi. La terza Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Claudio Sacchetto, ha espresso a maggioranza parere favorevole al riparto del Fondo regionale per la montagna 2026, illustrato dall’assessore Marco Gallo.

Subito disponibili 5,2 milioni di euro

Le risorse saranno assegnate in due fasi. La prima quota, pari a circa 5,2 milioni di euro, risulta già finanziabile. Gli ulteriori 4,14 milioni potranno essere utilizzati soltanto dopo la loro effettiva disponibilità nel bilancio regionale.

La parte immediatamente assegnabile servirà principalmente a sostenere il funzionamento amministrativo delle Unioni montane e il personale incaricato delle funzioni delegate dalla Regione Piemonte. In particolare, 2,8 milioni di euro saranno destinati alla copertura parziale delle spese per i dipendenti, mentre altri 2,3 milioni finanzieranno i costi ordinari degli enti.

Il fondo comprende inoltre 50 mila euro per le attività realizzate in collaborazione con il Club Alpino Italiano. Le risorse serviranno per il rilievo, l’accatastamento e la manutenzione della rete escursionistica, oltre che per gli interventi sulle strutture alpine.

Altri 15 mila euro saranno riservati al tradizionale Concerto di Ferragosto, appuntamento utilizzato dalla Regione come strumento di promozione turistica e culturale delle montagne piemontesi.

Priorità ai servizi e ai progetti delle vallate

Quando sarà disponibile la seconda quota del fondo, la Regione seguirà un ordine preciso nell’assegnazione delle risorse. La priorità sarà data al completamento della copertura delle spese di funzionamento delle Unioni montane.

Successivamente saranno sostenuti i progetti presentati dagli enti nell’ambito del Programma annuale della montagna. La parte restante finanzierà iniziative dedicate allo sviluppo economico, alla promozione territoriale e alla valorizzazione ambientale e culturale delle aree alpine.

Il provvedimento rappresenta uno dei principali strumenti regionali per mantenere attivi servizi amministrativi e attività pubbliche nei Comuni di montagna, spesso caratterizzati da popolazione ridotta, territori estesi e maggiori costi di gestione.

Le Unioni montane svolgono infatti funzioni associate per più amministrazioni locali, intervenendo in settori come la manutenzione del territorio, la protezione ambientale, il turismo, la gestione dei sentieri, la promozione culturale e lo sviluppo delle economie locali.

Risorse distribuite anche in base alla fragilità dei Comuni

La ripartizione del fondo terrà conto della popolazione residente, dell’estensione territoriale e delle fasce altimetriche. Tra i parametri utilizzati compare anche l’Indice composito di fragilità comunale elaborato dall’Istat.

L’indicatore misura le condizioni di debolezza dei Comuni sotto il profilo territoriale, ambientale, demografico e socio-economico. In questo modo, le risorse potranno essere indirizzate anche verso le aree interne che affrontano maggiori difficoltà nell’erogazione dei servizi e nel mantenimento della popolazione residente.

Il fondo mira quindi a sostenere sia l’attività quotidiana degli enti montani sia i programmi destinati a creare nuove opportunità nelle vallate, rafforzando il turismo, la tutela del paesaggio, la cultura locale e le iniziative economiche.

Durante l’esame in Commissione sono intervenuti per chiedere chiarimenti Monica Canalis del Partito Democratico, Marco Protopapa della Lega, Alice Ravinale e Giulia Marro di Alleanza Verdi e Sinistra. Dopo il parere favorevole, il provvedimento proseguirà il proprio iter istituzionale per l’assegnazione delle somme previste.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.