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Chirurgia vascolare ad Asti, l’Equipe X cambia il reparto

12/06/2026

Chirurgia vascolare ad Asti, l’Equipe X cambia il reparto

Dieci medici, sette donne, età media 38 anni e una crescita fatta di tecnologia, interventi complessi e lavoro di squadra. È il profilo dell’Equipe X, la squadra della Chirurgia Vascolare dell’Ospedale di Asti guidata da Alberto Pecchio, direttore della struttura complessa dell’Asl AT.

Una squadra giovane e a maggioranza femminile

Il reparto astigiano sta attirando attenzione non per un singolo caso eccezionale, ma per un modello organizzativo che unisce competenze specialistiche, nuove generazioni e forte presenza femminile in un ambito storicamente percepito come maschile.

Fanno parte dell’equipe Ilaria Ambrogio, Federica Corrado, Antonella Laurito, Flavia Spalla, Valeria Tavolini, Alessandra Trevisan, Fabiana Zandrino, Andrea Cumino, Vittorio Pasta e Daniele Pennina. La più giovane è Federica Corrado, 31 anni, originaria di Trapani, laureata a Roma e specializzata all’Università di Torino.

Entrata ad Asti dopo il concorso dell’Asl AT per la Chirurgia vascolare, Corrado racconta di avere scelto un territorio che non conosceva e di essersene poi innamorata, fino a convincere anche il marito, che lavorava a Torino, a trasferirsi. A colpirla, spiega, è stata la possibilità di lavorare in un ospedale di provincia capace però di affrontare una gamma molto ampia di interventi e di sostenere un approccio innovativo anche sul piano della ricerca.

Nel 2025 eseguiti 830 interventi, 181 in urgenza

Nel 2025 la Struttura complessa di Chirurgia Vascolare dell’Asl di Asti ha portato a termine 830 interventi, di cui 181 in urgenza. Numeri che raccontano un’attività intensa e, in diversi casi, caratterizzata da livelli di complessità normalmente associati alle grandi aziende ospedaliere.

Gli interventi spaziano dalla chirurgia delle arterie carotidi a quella dell’aorta toracica e addominale, dai vasi viscerali agli arti inferiori, fino agli accessi vascolari per dialisi e al trattamento endovascolare delle varici.

Il nome Equipe X, spiega Pecchio, non richiama incognite o supereroi, ma l’idea della moltiplicazione. La squadra, nelle sue parole, non si limita ad aggiungere competenze: le amplifica. Una definizione che riassume un modello fondato sulla collaborazione tra professionisti e sulla capacità di fare crescere il reparto attraverso responsabilità condivise.

Tecniche mini-invasive e tecnologie in sala operatoria

La crescita della Chirurgia Vascolare di Asti passa anche dall’innovazione tecnologica. Le tecniche mini-invasive consentono di ridurre il trauma chirurgico, trattare patologie dell’aorta toracica e addominale con approcci avanzati e migliorare la rivascolarizzazione degli arti inferiori.

Questo significa ridurre complicanze, aumentare la sicurezza delle procedure e, in alcuni casi, salvare arti che in passato avrebbero rischiato l’amputazione. Il direttore generale dell’Asl AT, Giovanni Gorgoni, sottolinea che l’azienda ha scelto di investire nel gruppo autorizzando l’acquisizione di nuove tecnologie di sala operatoria.

Non si tratta, evidenzia Gorgoni, di semplici aggiornamenti strumentali, ma di apparecchiature che hanno permesso al reparto di affrontare interventi complessi prima riservati ai grandi centri regionali e nazionali, migliorando precisione e sicurezza.

Collaborazione con Verduno e nuovi eco-color-doppler

Un altro elemento centrale è la collaborazione con l’Ospedale “Michele e Pietro Ferrero” di Verduno, nell’Asl CN2. La sintonia tra le due direzioni generali ha favorito una cooperazione pensata per rispondere ai bisogni del territorio, garantire continuità assistenziale e rafforzare la rete vascolare interprovinciale.

Il reparto astigiano si prepara inoltre a potenziare l’attività ambulatoriale, che conta circa 11.200 prestazioni. L’arrivo di nuova strumentazione eco-color-doppler di ultima generazione permetterà di aumentare gli esami, migliorare la qualità diagnostica, ridurre i tempi di attesa e offrire percorsi più completi ai pazienti.

Per l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, l’esperienza di Asti dimostra che la qualità della sanità pubblica si costruisce investendo su persone, competenze e innovazione. Una squadra giovane, in larga parte composta da professioniste, rappresenta per la Regione un segnale importante: la capacità di attrarre talenti, fare rete e offrire prestazioni avanzate vicino a casa.

La Chirurgia Vascolare dell’Asl di Asti diventa così una buona notizia per la sanità piemontese: un reparto di provincia che cresce, collabora, investe sulla tecnologia e mostra come il talento delle nuove generazioni possa cambiare il passo di un servizio pubblico.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.