Carceri di Biella e Vercelli, allarme per sovraffollamento e tensioni
04/09/2026
La situazione nelle carceri di Biella e Vercelli torna al centro dell’attenzione istituzionale dopo i recenti sopralluoghi effettuati dalla Garante regionale delle persone detenute Monica Formaiano insieme ai Garanti comunali delle due città. Al termine delle visite è emerso un quadro segnato dall’aumento della popolazione detenuta, dalla carenza di personale di polizia penitenziaria e da difficoltà nella gestione di spazi e servizi, elementi che stanno incidendo sulle condizioni di vita all’interno degli istituti e sul lavoro degli operatori.
Più detenuti dopo i trasferimenti dal carcere di Torino
Secondo quanto riferito dalla Garante, uno dei problemi principali riguarda il numero di persone presenti rispetto alla capienza regolamentare delle strutture. L’incremento sarebbe legato soprattutto ai numerosi trasferimenti effettuati dal carcere Lorusso e Cutugno di Torino verso gli istituti di Biella e Vercelli.
Alla crescita della popolazione detenuta si aggiunge una disponibilità di personale ritenuta insufficiente rispetto alle necessità quotidiane. La combinazione tra sovraffollamento, carenza di agenti e funzionalità limitata di alcuni spazi e servizi sta determinando, secondo Formaiano, una situazione di forte pressione sia per le persone ristrette sia per chi opera all’interno degli istituti.
La Garante ha quindi chiesto di mantenere alta l’attenzione delle istituzioni e di avviare un confronto con l’Amministrazione penitenziaria per valutare misure applicabili in tempi brevi. L’obiettivo indicato è individuare interventi capaci di migliorare le condizioni detentive e garantire strumenti adeguati anche al personale.
Suicidio a Biella e disordini dopo la morte del detenuto
Particolare attenzione viene riservata alla situazione del carcere di Biella, dove si è verificato recentemente il suicidio di una persona detenuta. Formaiano ha espresso cordoglio ai familiari e ha richiamato le istituzioni a una riflessione sulle condizioni di maggiore fragilità presenti all’interno degli istituti penitenziari.
Dopo il suicidio si sono verificati anche gravi disordini. L’intervento della polizia penitenziaria, secondo quanto riportato dalla Garante, ha consentito di contenere la situazione ed evitare conseguenze più pesanti.
L’episodio ha riportato in primo piano il tema dell’isolamento, del disagio psicologico e della capacità delle strutture di riconoscere tempestivamente le situazioni caratterizzate da maggiore vulnerabilità. A queste criticità si affianca la necessità di garantire condizioni di lavoro sostenibili agli operatori, soprattutto nei contesti segnati da organici ridotti e da una presenza elevata di detenuti.
Prevenzione dei suicidi, richiesta una rete istituzionale più integrata
Sul fronte della prevenzione suicidaria, Formaiano ha chiesto un approccio maggiormente coordinato tra le istituzioni coinvolte. Pur riconoscendo l’impegno del personale sanitario, la Garante ritiene necessario rafforzare la collaborazione tra servizi sanitari, amministrazione penitenziaria e soggetti istituzionali competenti.
La priorità è migliorare la presa in carico delle persone considerate più vulnerabili e verificare con attenzione l’efficacia dei protocolli già previsti per la prevenzione del rischio suicidario. Il confronto richiesto dovrà riguardare anche gli strumenti disponibili per gli operatori e l’organizzazione delle attività all’interno delle strutture.
I sopralluoghi di Biella e Vercelli riportano quindi l’attenzione su un sistema sottoposto a una forte pressione, nel quale l’aumento dei detenuti e la scarsità di personale rendono più complessa la gestione quotidiana. La Garante regionale ha chiesto interventi concreti e tempestivi per assicurare condizioni detentive dignitose e maggiore sicurezza per tutte le persone presenti negli istituti.
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