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Finti carabinieri truffano un anziano nel Biellese, arrestati in autostrada

23/04/2026

Finti carabinieri truffano un anziano nel Biellese, arrestati in autostrada

Un uomo di ottant’anni convinto a consegnare oro, bancomat e codice pin con il pretesto di una presunta truffa bancaria in corso. È l’episodio che ha portato all’arresto di due giovani di 21 e 18 anni, residenti in provincia di Frosinone, fermati dalla Polizia Stradale di Novara Est con l’accusa di truffa pluriaggravata ai danni di una persona anziana. Il provvedimento è scattato al termine di un intervento rapido che ha permesso di intercettare l’auto usata dai sospettati lungo l’autostrada A4 e di recuperare il bottino poco dopo i fatti.

La vicenda si è sviluppata nella mattinata di mercoledì 15 aprile, quando l’anziano, residente in provincia di Biella, ha ricevuto sul telefono cellulare un messaggio apparentemente inviato dalla propria banca. Nell’SMS si segnalava l’esecuzione di un bonifico dal suo conto corrente e si invitava il destinatario a contattare un numero di telefono indicato nel testo nel caso in cui l’operazione non fosse stata autorizzata.

La telefonata del falso maresciallo e il raggiro costruito passo dopo passo

Preoccupato da quanto letto, l’uomo ha chiamato immediatamente il numero riportato nel messaggio. Dall’altra parte si è trovato a parlare con un interlocutore che si è presentato come un maresciallo dei Carabinieri. Il truffatore gli ha raccontato che era in corso una frode ai suoi danni e che il pericolo proveniva addirittura dal circuito bancario. Da quel momento, il raggiro è stato costruito con una pressione continua, tenendo l’anziano al telefono e indirizzandone ogni movimento.

In un primo momento, il falso militare ha cercato di convincerlo a trasferire tutto il denaro con un bonifico istantaneo verso un altro conto corrente, in realtà nella disponibilità dei truffatori. L’ottantenne si è quindi recato nella propria banca, ma lì ha appreso che, per problemi tecnici, l’operazione non poteva essere eseguita. Il mancato trasferimento del denaro non ha però interrotto il piano.

Oro, bancomat e pin consegnati ai complici arrivati in abiti civili

A quel punto l’uomo è stato persuaso a tornare a casa, recuperare tutti i monili in oro e consegnare anche la carta bancomat con il relativo pin. Secondo la versione fornita dal sedicente maresciallo, quei beni sarebbero stati messi al sicuro in caserma e sarebbero serviti per completare le formalità e i verbali necessari. Per dare maggiore credibilità alla messinscena, il truffatore ha annunciato l’arrivo di colleghi in abiti civili incaricati di ritirare il materiale direttamente nell’abitazione dell’anziano.

La consegna è avvenuta realmente. Non solo: con il pretesto di accompagnarlo in caserma, i due uomini hanno fatto salire l’ottantenne in auto, salvo poi lasciarlo scendere dopo circa cinquecento metri, dicendogli che di lì a poco sarebbe passata una pattuglia. L’uomo, rimasto da solo e senza vedere arrivare nessuno, ha cominciato a intuire che qualcosa non tornava.

L’intervento vero dei Carabinieri e il fermo in A4 a Novara Est

Rientrando verso casa, l’anziano ha incrociato una pattuglia dell’Arma, questa volta composta da veri Carabinieri, ai quali ha raccontato quanto era accaduto. È stato in quel momento che ha preso pienamente coscienza di essere stato raggirato e ha formalizzato la denuncia. Da lì si è attivata subito la macchina investigativa.

Attraverso la ricostruzione dei fatti e il rapido scambio di informazioni tra le forze dell’ordine, è stato individuato il veicolo utilizzato dai presunti responsabili. Una pattuglia della Polizia Stradale di Novara Est è riuscita quindi a intercettare l’auto lungo l’autostrada A4, all’altezza dell’uscita di Novara Est. La successiva perquisizione ha permesso di recuperare gli oggetti in oro e il bancomat consegnati poco prima dalla vittima.

I due giovani sono stati arrestati e portati alla Casa circondariale di Novara, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Resta fermo che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che per gli indagati vale la presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.