Unità spinale di Torino, richiesta di potenziamento: più posti letto e personale
10/03/2026
Il potenziamento dell’Unità spinale unipolare di Torino torna al centro del dibattito istituzionale in Piemonte. Durante una seduta della Quarta Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Daniele Valle, i rappresentanti della FAIP – Federazione delle associazioni italiane paraplegici hanno illustrato le principali criticità che interessano il servizio e le difficoltà incontrate dai pazienti con lesioni midollari nell’accesso alle cure.
Le associazioni chiedono un intervento normativo regionale che riconosca formalmente il ruolo strategico dell’Unità spinale torinese nella gestione dell’intero percorso assistenziale: dalla fase acuta alla riabilitazione fino al follow-up a lungo termine.
Riduzione dei posti letto e carenza di specialisti
Secondo quanto riferito durante l’audizione, la struttura – in passato considerata un’eccellenza nazionale – sta affrontando una fase di difficoltà organizzativa legata all’aumento della domanda assistenziale e alla riduzione delle risorse disponibili.
Attualmente i posti letto sono 30 per la degenza ordinaria e 4 per il day hospital, mentre il progetto originario prevedeva una disponibilità complessiva di 80 posti letto a regime. A questo si aggiunge una carenza di medici specialisti e di personale sanitario dedicato, fattore che incide sulla capacità di risposta della struttura.
Le conseguenze si riflettono anche sui tempi di attesa per alcune prestazioni fondamentali. In base ai dati illustrati dalle associazioni:
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gli interventi per piaghe da decubito possono richiedere attese tra 18 mesi e due anni, con rischi di complicazioni infettive
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la microchirurgia della mano prevede tempi tra 6 e 12 mesi
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le iniezioni di tossina botulinica per la spasticità richiedono 3-5 mesi di attesa, con circa 220 pazienti in lista
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la chirurgia urologica maggiore può arrivare a un anno o un anno e mezzo di attesa
La richiesta di una legge regionale dedicata
Le associazioni propongono un intervento legislativo regionale che definisca standard minimi per le Unità spinali, sul modello di quanto già adottato da altre regioni italiane come Lombardia e Umbria.
La norma dovrebbe stabilire criteri chiari per la dotazione di posti letto dedicati e prevedere un rafforzamento dell’organico sanitario, con figure professionali specializzate in un approccio multidisciplinare.
L’obiettivo indicato dalle associazioni è garantire continuità assistenziale e presa in carico completa dei pazienti, elemento essenziale per chi vive con lesioni midollari e necessita di cure altamente specialistiche lungo tutto il percorso di vita.
Durante la seduta sono intervenuti anche diversi consiglieri regionali: Alberto Unia (M5S), Alice Ravinale (LUV), Davide Zappalà (FdI), Silvio Magliano (Lista Cirio), Domenico Ravetti (PD) oltre allo stesso presidente Valle.
Orientamento sportivo per i giovani: il dibattito in Commissione
Nel corso della riunione la Quarta Commissione ha inoltre concluso l’approfondimento richiesto dalla Sesta Commissione sui dati sanitari relativi alla proposta di legge dedicata all’orientamento sportivo per i giovani tra gli 8 e i 14 anni, presentata dal consigliere Davide Zappalà.
La proposta punta a istituire un servizio che aiuti i ragazzi a individuare l’attività motoria più adatta alle proprie attitudini e capacità. I dati forniti dall’assessorato alla Sanità riguardano il numero di visite medico-sportive effettuate nel 2025 e i tempi medi di attesa nelle diverse Asl piemontesi.
Secondo gli uffici regionali, le attese per una visita agonistica variano tra 10 e 60 giorni, con la possibilità di rivolgersi al privato convenzionato pagando esclusivamente il ticket.
Il consigliere Domenico Ravetti ha tuttavia evidenziato come i dati forniti non consentano una lettura completa del fenomeno, sottolineando che in alcuni territori il ricorso al privato risulta predominante. A Novara, ad esempio, su 20.208 visite effettuate, oltre 16 mila sarebbero state svolte da strutture private.
Perplessità sulla proposta di legge sono state espresse anche da Vittoria Nallo (Sue), che ha richiamato l’importanza di consentire ai giovani di sperimentare più discipline sportive durante l’età evolutiva.
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