Piemonte, Riboldi fa il punto sui conti della sanità: “Nessun piano di rientro, continuiamo a investire”
30/03/2026
I bilanci preventivi 2026 delle aziende sanitarie piemontesi fotografano una situazione iniziale complessa, ma non tale da configurare scenari di piano di rientro. È questo il messaggio che l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi ha portato in Quarta Commissione del Consiglio regionale, dove ha illustrato lo stato dei conti del sistema sanitario piemontese e le prospettive di riequilibrio legate alle risorse ancora da contabilizzare.
Il dato da cui parte l’analisi è quello di un disavanzo previsionale di 879 milioni di euro. Una cifra rilevante, che però, secondo l’assessore, va letta dentro un quadro ancora incompleto. Riboldi ha infatti precisato che i conti non includono, allo stato attuale, né le risorse derivanti dal nuovo riparto del Fondo sanitario nazionale, stimate in circa 450 milioni di euro, né eventuali premialità riferite all’esercizio 2026, che potrebbero concorrere in modo significativo a migliorare il risultato finale.
Un disavanzo iniziale che non racconta ancora il dato definitivo
Nel suo intervento, Riboldi ha voluto chiarire che i bilanci preventivi rappresentano, come ogni anno, una fotografia iniziale della situazione economico-finanziaria, destinata a modificarsi nel corso dell’esercizio. Per spiegare il senso di questa lettura, l’assessore ha richiamato il precedente del 2025: il disavanzo previsionale iniziale dello scorso anno era pari a circa 901,7 milioni di euro, dunque sostanzialmente in linea con quello registrato oggi per il 2026, ma il consuntivo si è poi chiuso a 203 milioni.
Si tratta di un raffronto che la Regione utilizza per sostenere la tesi di una gestione capace di assorbire, nel corso dell’anno, una parte rilevante dello squilibrio inizialmente previsto. Riboldi ha sottolineato inoltre che questo risultato è stato ottenuto nonostante un aumento importante delle prestazioni erogate, arrivate a superare perfino i livelli registrati prima della pandemia. Un elemento che l’assessore indica come decisivo per sgombrare il campo da interpretazioni allarmistiche sulla tenuta del sistema.
La linea politica della Regione: niente tagli ai servizi
Il passaggio politicamente più netto del ragionamento dell’assessore riguarda proprio la scelta di non imboccare la strada dei tagli. Riboldi ha escluso l’esistenza di uno scenario di piano di rientro e ha ribadito che la linea della Regione resta quella di non ridurre i servizi ai cittadini. Al contrario, ha spiegato, l’obiettivo è continuare a investire sulla qualità dell’assistenza, sull’appropriatezza clinica e organizzativa, sul personale e sull’eliminazione della spesa improduttiva.
In questa impostazione, il contenimento dei conti non viene presentato come una semplice operazione ragionieristica, ma come un equilibrio da cercare senza compromettere la capacità del sistema sanitario di rispondere ai bisogni della popolazione. È una posizione che punta a difendere il modello regionale di sanità pubblica anche in una fase di pressione economica e di aumento della domanda di prestazioni.
Quattromila assunzioni dal 2019 e quasi duemila negli ultimi anni
Un altro punto centrale dell’intervento in Commissione ha riguardato il personale sanitario. Riboldi ha ricordato che, dall’insediamento della Giunta nel 2019, si sono registrate 4mila nuove assunzioni nel sistema sanitario piemontese. Più nel dettaglio, nel periodo compreso tra giugno 2023 e gennaio 2026, il saldo complessivo è stato di 1.992 unità in più.
Tra queste figurano 517 medici, 129 dirigenti sanitari, 317 infermieri, 158 professionisti della riabilitazione, 504 operatori socio-sanitari e 270 amministrativi. Numeri che la Regione porta a sostegno della propria linea, cioè quella di un rafforzamento della struttura sanitaria piuttosto che di un suo ridimensionamento.
Il punto fatto da Riboldi in Quarta Commissione prova dunque a tenere insieme due esigenze: da una parte la necessità di leggere con realismo un quadro economico ancora pesante, dall’altra quella di rivendicare la solidità di una gestione che, almeno nelle intenzioni dell’assessorato, non vuole scaricare sui cittadini il peso delle difficoltà di bilancio. Il dibattito sui conti della sanità piemontese resta aperto, ma la posizione della Giunta è già definita: nessun allarme da piano di rientro, nessun taglio ai servizi, e una scommessa ancora forte sulla capacità del sistema di riequilibrarsi senza arretrare sul terreno dell’assistenza.