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Piemonte, Dipartimenti di Prevenzione: i dati 2025 tra controlli e salute pubblica

09/03/2026

Piemonte, Dipartimenti di Prevenzione: i dati 2025 tra controlli e salute pubblica

La tutela della salute pubblica passa spesso attraverso attività silenziose ma capillari, fatte di controlli, analisi e interventi quotidiani sul territorio. È il lavoro dei Dipartimenti di Prevenzione delle aziende sanitarie piemontesi, i cui risultati relativi al 2025 sono stati presentati nella Sala Trasparenza del Grattacielo Piemonte, alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi.

I numeri restituiscono la dimensione di un sistema articolato che coinvolge oltre 2.200 professionisti, impegnati ogni giorno nel controllo dei rischi sanitari legati all’ambiente, agli alimenti, al lavoro e alla diffusione delle malattie. Un’attività che si sviluppa in stretta collaborazione con ARPA Piemonte e con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, oltre che con le strutture sanitarie locali.

Controlli su lavoro, alimenti e filiere produttive

Tra i dati più significativi emerge l’attività degli SPreSAL, i servizi che si occupano della sicurezza negli ambienti di lavoro. Nel corso del 2025 sono state controllate 8.848 aziende, tra cui 1.650 cantieri e 672 aziende agricole, due settori tradizionalmente esposti a rischi più elevati.

Le verifiche hanno portato all’emissione di 1.906 prescrizioni o sanzioni e alla sospensione di 43 attività imprenditoriali per gravi violazioni delle norme sulla sicurezza. Parallelamente sono state svolte quasi mille indagini su infortuni sul lavoro, con l’obiettivo di individuare cause e responsabilità e prevenire nuovi incidenti.

Sul fronte della sicurezza alimentare, i servizi veterinari e i SIAN (Servizi Igiene degli Alimenti e della Nutrizione) hanno effettuato oltre 10.000 ispezioni tra industrie alimentari, ristoranti, bar, negozi e mense. I controlli hanno rilevato circa 7.000 irregolarità minori e portato a oltre 1.000 sanzioni amministrative.

Nel corso dell’anno sono stati inoltre analizzati 6.500 campioni di alimenti, mentre nei macelli piemontesi i veterinari delle ASL hanno visitato più di 40 milioni di animali, assicurando la salubrità delle carni destinate al mercato.

Dalla prevenzione sanitaria ai programmi vaccinali

Il sistema di prevenzione regionale svolge un ruolo centrale anche nella tutela della salute collettiva. Nel 2025 sono stati rilasciati 25.810 certificati per l’export alimentare, facilitando la presenza dei prodotti piemontesi sui mercati internazionali.

Importante anche l’attività di controllo ambientale: oltre 15.000 campioni di acqua potabile sono stati prelevati dalla rete acquedottistica regionale e analizzati nei laboratori dell’ARPA per verificare la qualità dell’acqua destinata al consumo umano.

La prevenzione si esprime anche attraverso iniziative di promozione della salute. Il programma “Scuole che promuovono la salute” ha coinvolto quasi 198.000 studenti, mentre il progetto “Comunità attive” ha registrato oltre 10.700 partecipanti. Nei contesti scolastici e nelle strutture sanitarie i servizi nutrizionali delle ASL hanno realizzato quasi 11.600 attività tra consulenze e controlli sui menù.

Ampia anche la copertura vaccinale: nel corso dell’anno sono state somministrate 1.505.340 dosi a bambini e adolescenti e 1.350.872 agli adulti.

Screening oncologici e medicina legale

Un capitolo rilevante riguarda i programmi di diagnosi precoce gestiti attraverso il sistema regionale “Prevenzione Serena”. Nel 2025 sono stati effettuati:

  • 255.269 mammografie per la prevenzione del tumore al seno

  • 118.731 test Pap o HPV per il tumore al collo dell’utero

  • 219.526 test per il sangue occulto nelle feci per il tumore del colon-retto

L’attività dei Dipartimenti di Prevenzione comprende anche la medicina legale. Nel corso dell’anno sono state effettuate circa 172.000 visite per accertamenti relativi a invalidità, disabilità e collocamento lavorativo protetto.

Presentando i dati, l’assessore Federico Riboldi ha sottolineato come il lavoro di queste strutture rappresenti una componente essenziale del sistema sanitario regionale, spesso poco visibile ma determinante per la sicurezza sanitaria e la qualità della vita dei cittadini.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to