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Piemonte, case e ospedali di comunità: la maggior parte sarà operativa entro il 2026

11/03/2026

Piemonte, case e ospedali di comunità: la maggior parte sarà operativa entro il 2026

Prosegue in Piemonte il percorso di realizzazione della nuova rete di sanità territoriale, uno dei pilastri della riforma del sistema sanitario prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). La Regione punta ad attivare la maggior parte delle case di comunità e degli ospedali di comunità entro il 2026, rafforzando così la medicina di prossimità e i servizi sanitari distribuiti sul territorio.

A fare il punto sull’avanzamento dei lavori è stato l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, intervenuto in Consiglio regionale durante una sessione di question time dedicata allo stato di attuazione degli interventi.

Case di comunità: prime aperture già nel 2026

Secondo quanto comunicato dall’assessore, il calendario delle attivazioni prevede l’entrata in funzione di 49 case di comunità entro maggio 2026, a cui si aggiungeranno altre 20 strutture entro giugno dello stesso anno.

Le restanti strutture previste dal programma verranno completate progressivamente nel corso dell’anno, con l’obiettivo di arrivare alla piena operatività entro la fine del 2026.

Il dato indica che la maggior parte delle nuove strutture territoriali sarà già attiva nella prima metà del prossimo anno, contribuendo a potenziare l’assistenza sanitaria di base e i servizi di prossimità per i cittadini.

Le case di comunità rappresentano infatti uno dei principali strumenti per rafforzare l’assistenza territoriale, offrendo in un unico luogo servizi sanitari integrati, attività di prevenzione, assistenza infermieristica e supporto ai pazienti cronici.

Ospedali di comunità: 17 strutture in funzione entro giugno

Parallelamente prosegue anche l’attivazione degli ospedali di comunità, strutture intermedie destinate a pazienti che necessitano di assistenza sanitaria ma non di ricovero ospedaliero tradizionale.

Il programma regionale prevede l’apertura di 17 ospedali di comunità entro giugno 2026, con ulteriori attivazioni previste nella seconda parte dell’anno.

Queste strutture sono pensate per migliorare la continuità assistenziale e ridurre la pressione sugli ospedali, offrendo cure intermedie e percorsi di assistenza più vicini ai luoghi di residenza dei pazienti.

Possibili attivazioni anticipate e interventi regionali

La Regione sta inoltre valutando la possibilità di anticipare l’avvio di alcuni servizi, utilizzando strutture già esistenti che potrebbero entrare in funzione prima del completamento definitivo dei lavori previsti dal Pnrr.

Questa eventualità sarà però subordinata alle verifiche e alle autorizzazioni dei Ministeri competenti, che dovranno valutare la compatibilità delle soluzioni proposte.

L’obiettivo, ribadito dall’assessore Riboldi, resta quello di portare a termine l’intero programma di investimenti e rafforzare il modello di medicina territoriale, considerato strategico per il futuro del sistema sanitario regionale.

Anche nei casi più complessi, come quello della struttura prevista a Crescentino, la Regione ha dichiarato la disponibilità a intervenire, se necessario, anche con risorse regionali, pur di completare gli interventi e garantire lo sviluppo della rete di assistenza sanitaria di prossimità.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.