Peste suina, Novara e Vercelli tornano zona indenne
25/03/2026
Un passaggio atteso da mesi che segna un cambio significativo nella gestione dell’emergenza sanitaria. I territori delle province di Novara e Vercelli, insieme ad alcune aree di Asti e Alessandria, escono dalla zona di restrizione 2 per la peste suina africana e tornano ufficialmente in zona indenne.
Stop alle restrizioni dopo sei mesi senza casi
La decisione arriva dopo oltre sei mesi senza nuovi focolai né ritrovamenti di carcasse infette, risultato di un’intensa attività di monitoraggio sul territorio. Le operazioni di controllo, condotte anche con l’ausilio dei cani molecolari, hanno permesso di verificare l’assenza del virus nelle aree interessate.
Il passaggio alla zona indenne riguarda, in particolare, i territori situati al di sopra dell’asse autostradale dell’A21 Torino-Piacenza, segnando una svolta nella gestione dell’epidemia.
Il via libera della Commissione Europea
La decisione è stata assunta all’unanimità dal Comitato Salute animale e benessere animale della Commissione Europea, sulla base della relazione tecnica elaborata congiuntamente dalle Regioni Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna. La comunicazione ufficiale è stata trasmessa dal commissario straordinario Giovanni Filippini all’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni.
L’elenco dettagliato dei Comuni coinvolti sarà reso noto con la pubblicazione del regolamento attuativo nei prossimi giorni.
Un risultato per allevatori e territori
L’uscita dalle restrizioni rappresenta un momento di sollievo per il comparto agricolo e zootecnico, duramente colpito negli ultimi anni. In particolare, il distretto suinicolo novarese aveva subito conseguenze rilevanti durante l’estate 2024.
L’assessore Bongioanni ha evidenziato il lavoro congiunto di istituzioni, enti sanitari e operatori del territorio, sottolineando anche il contributo del mondo venatorio nelle attività di contenimento della fauna selvatica.
Prosegue il monitoraggio e la prevenzione
Nonostante il risultato raggiunto, le attività di sorveglianza e prevenzione proseguiranno con intensità. Tra le azioni previste restano la ricerca attiva delle carcasse, la sorveglianza passiva e il controllo della popolazione di cinghiali, con l’obiettivo di consolidare i risultati e puntare a una ulteriore revisione delle aree ancora soggette a restrizioni.
Articolo Precedente
Piemonte, cambio in Giunta: Marrone nuovo vicepresidente
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to