Finto poliziotto e spoofing: sequestrati conti e recuperati 36mila euro
25/03/2026
Una truffa costruita su tecniche sofisticate e sulla capacità di sfruttare la fiducia delle vittime, ma anche un’indagine rapida che ha consentito di limitare i danni economici. La Polizia di Stato ha sequestrato diversi conti correnti utilizzati per movimentare denaro illecito, recuperando oltre 36 mila euro sottratti attraverso un raggiro informatico.
Il raggiro: SMS e telefonate con numeri falsificati
L’indagine prende avvio dalla denuncia presentata il 26 febbraio 2026 da un imprenditore del territorio novarese. La truffa si è sviluppata attraverso la tecnica dello spoofing telefonico, che consente di far apparire sul display numeri apparentemente affidabili o istituzionali.
La moglie dell’uomo è stata inizialmente contattata tramite un SMS riconducibile a un circuito di pagamento, con la segnalazione di una presunta anomalia bancaria. Dopo aver richiamato il numero indicato, è entrata in contatto con un sedicente operatore che ha preparato il terreno per il passaggio successivo: una telefonata da parte di un falso ispettore di polizia, il cui numero appariva come quello della Questura di Novara.
Convinta dell’urgenza e della gravità della situazione, la vittima ha eseguito diversi bonifici istantanei verso conti indicati dai truffatori, per un totale superiore a 96 mila euro.
L’intervento immediato e il blocco dei conti
Dopo la segnalazione, gli investigatori hanno avviato accertamenti bancari urgenti, richiedendo il blocco cautelativo dei conti destinatari delle somme. Le verifiche hanno permesso di ricostruire rapidamente i movimenti del denaro, individuando diversi conti utilizzati per ricevere e frammentare gli importi.
Grazie alla tempestività dell’azione, è stato possibile intervenire su alcune posizioni dove il denaro risultava ancora disponibile, evitando che venisse trasferito all’estero o ritirato.
Sequestri e rete di soggetti coinvolti
Nel corso delle attività sono stati eseguiti sequestri preventivi su più conti correnti: tra questi, uno intestato a un uomo classe 1985 con circa 19.880 euro, un conto riconducibile a una società nel territorio napoletano e un ulteriore conto intestato a una donna classe 1981.
Le indagini hanno inoltre evidenziato il coinvolgimento di più soggetti, alcuni residenti tra Campania e Lazio, impegnati nella gestione e nella movimentazione delle somme.
Indagini in corso e raccomandazioni
L’attività investigativa prosegue per identificare gli effettivi responsabili e ricostruire l’intera rete criminale. Parallelamente, la Polizia di Stato invita i cittadini a mantenere alta l’attenzione: telefonate, messaggi o e-mail che richiedono operazioni urgenti devono essere sempre verificati attraverso canali ufficiali.
In caso di dubbi è fondamentale contattare direttamente la propria banca o le forze dell’ordine, evitando di compiere operazioni suggerite da interlocutori non verificati. Resta ferma la presunzione di innocenza per le persone coinvolte fino a eventuale accertamento definitivo in sede giudiziaria.
Articolo Precedente
Gozzano, nuovo ambulatorio per assistiti senza medico di base: attivo dal 2 aprile
Articolo Successivo
Piemonte, cambio in Giunta: Marrone nuovo vicepresidente
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.