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“Dialoghi con la Palestina” a Novara: fotografia e memoria nei territori del ’48

09/04/2026

“Dialoghi con la Palestina” a Novara: fotografia e memoria nei territori del ’48

Un percorso visivo che si muove tra memoria, identità e paesaggio, offrendo uno sguardo lontano dalle rappresentazioni più consuete. Prosegue a Palazzo Natta, a Novara, la rassegna fotografica “L’altra Palestina”, con il secondo appuntamento intitolato “Dialoghi con la Palestina”, firmato dal fotografo Hamzi Hamado.

L’iniziativa, organizzata da Ohana Odv con il patrocinio della Provincia di Novara, si articola in tre mostre e nasce con l’intento di restituire una narrazione più complessa e stratificata dei territori palestinesi, attraverso la fotografia intesa come strumento di conoscenza e riflessione.

Un viaggio nei “territori del ’48”

Dopo il primo capitolo dedicato a Gaza, la nuova esposizione sposta l’attenzione sui cosiddetti “territori del ’48”, seguendo le tracce di una memoria che si manifesta nei luoghi e nelle assenze. Il lavoro di Hamado attraversa simbolicamente i siti dei circa 420 villaggi distrutti durante la Nakba, restituendo immagini che interrogano il rapporto tra storia e identità.

Non si tratta di una documentazione didascalica, ma di una ricerca che lascia spazio a interpretazioni e suggestioni, mettendo al centro il legame tra territorio e memoria collettiva.

Lo sguardo di Hamzi Hamado

Nato ad Acri nel 1977 e formatosi in Psicologia all’Università di Padova, Hamzi Hamado affianca alla pratica fotografica una riflessione attenta alla dimensione umana e interiore dei luoghi. La sua ricerca si sviluppa come un dialogo continuo tra luce, paesaggio e identità, in cui l’immagine diventa uno strumento per esplorare temi complessi come appartenenza, libertà e radici.

La sua condizione di palestinese con cittadinanza israeliana gli consente di attraversare spazi difficilmente accessibili, offrendo una prospettiva che amplia il campo della narrazione visiva.

Una rassegna per ampliare lo sguardo

“L’altra Palestina” si propone come un progetto culturale che invita a superare letture semplificate, mettendo al centro la pluralità delle esperienze e delle storie. La fotografia diventa così uno strumento per costruire consapevolezza, stimolare il confronto e restituire complessità.

Secondo gli organizzatori, l’obiettivo è offrire al pubblico un’occasione di ascolto e approfondimento, in cui le immagini non siano soltanto testimonianza, ma anche punto di partenza per interrogarsi su ciò che resta invisibile o poco raccontato.

Informazioni per la visita

La mostra è allestita presso il Quadriportico di Palazzo Natta ed è visitabile dall’8 al 22 aprile 2026. Gli orari di apertura sono dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 12.

Un’occasione per avvicinarsi a una narrazione visiva che unisce ricerca artistica e riflessione storica, offrendo uno sguardo diverso su territori e storie spesso ridotti a una dimensione parziale.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to