Autonomia differenziata: avviata la nuova fase dell’iter della riforma
09/03/2026
Il percorso verso l’autonomia differenziata entra in una fase decisiva anche per il Piemonte. L’assessore regionale con delega all’Autonomia Enrico Bussalino ha illustrato alla Settima Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Andrea Cerutti, lo stato della procedura dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri degli schemi di intesa preliminare tra il Governo e quattro Regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto e Liguria.
Si tratta di un passaggio che apre una nuova fase istituzionale, destinata a coinvolgere Parlamento, Regioni e autonomie locali, con l’obiettivo di definire ulteriori competenze regionali in alcune materie specifiche.
Le materie coinvolte nella richiesta di autonomia
L’intesa preliminare riguarda una serie di ambiti nei quali le Regioni chiedono di poter esercitare forme più ampie di autonomia amministrativa e organizzativa.
Tra le materie interessate figurano:
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Protezione civile
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Professioni
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Previdenza complementare e integrativa
Questi settori non rientrano tra quelli regolati dai Livelli essenziali delle prestazioni (LEP). A essi si aggiunge anche la tutela della salute – coordinamento della finanza pubblica, ambito invece collegato ai LEP e quindi soggetto a specifiche garanzie per assicurare standard uniformi sul territorio nazionale.
Secondo quanto spiegato dall’assessore Bussalino, l’approvazione degli schemi preliminari rappresenta il punto di partenza di un iter articolato che porterà alla definizione dell’intesa definitiva tra Stato e Regioni.
I passaggi istituzionali della riforma
Dopo il via libera preliminare del Consiglio dei ministri, il procedimento entra ora in una fase che coinvolge diversi livelli istituzionali. Il percorso prevede innanzitutto il confronto in Conferenza Unificata, organismo che riunisce Stato, Regioni ed enti locali.
Successivamente il processo passerà attraverso il Parlamento, la Regione e il sistema delle autonomie locali. In questo quadro il Consiglio regionale avrà un ruolo centrale, in particolare nella fase di approvazione dello schema definitivo dell’intesa.
L’obiettivo indicato dalla Regione è arrivare all’approvazione del testo finale entro la fine dell’anno. A quel punto il Consiglio dei ministri potrà approvare sia lo schema definitivo dell’intesa sia il disegno di legge necessario per ratificarla.
Gli ultimi passaggi istituzionali prevedono la sottoscrizione formale dell’intesa e la trasmissione del disegno di legge alle Camere. Per l’approvazione definitiva sarà richiesta la maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, come previsto dalla Costituzione.
Il confronto politico in Commissione
Durante la seduta della Settima Commissione non sono mancati momenti di confronto tra maggioranza e opposizione. I consiglieri Alice Ravinale (Avs), Domenico Ravetti, Fabio Isnardi e Gianna Pentenero (Pd) hanno sollevato alcune questioni relative alla gestione del processo legislativo.
In particolare è stato chiesto come verrà coordinata l’eventuale attività emendativa tra le quattro Regioni coinvolte. Se ogni Consiglio regionale dovesse introdurre modifiche diverse, si porrebbe infatti il problema di armonizzare i testi.
Un altro tema emerso riguarda il settore sanitario. Secondo i consiglieri di opposizione, il percorso dell’autonomia differenziata potrebbe entrare in tensione con la legge delega sulla riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale, che ridefinisce le competenze tra Stato e Regioni.
La posizione della Regione Piemonte
A queste osservazioni l’assessore Bussalino ha risposto evidenziando che il punto di equilibrio tra autonomia regionale e quadro normativo nazionale dovrà essere individuato nel corso del dibattito parlamentare.
Per quanto riguarda il coordinamento tra le Regioni coinvolte, l’assessore ha proposto la definizione di un metodo condiviso di lavoro con le altre amministrazioni regionali e con il Ministero competente. L’obiettivo è evitare divergenze tra i diversi Consigli regionali e garantire un iter coerente nelle fasi di approvazione.
Il percorso dell’autonomia differenziata resta quindi aperto e complesso, destinato a svilupparsi nei prossimi mesi attraverso un confronto istituzionale e politico che coinvolgerà più livelli di governo.